A cura di: Redazione
Fonte: Napolicalcionews.it
Intervistato da L'Equipe, Antonio Conte, tecnico del Napoli, ha parlato del PSG che si avvia a conquistare il titolo
transalpino da imbattuto, come è avvenuto alla Juventus da lui guidata. «Non perdere nemmeno una volta in stagione è inimmaginabile
e non è mai qualcosa che pianifichi. Quell’anno siamo andati anche in finale di
Coppa Italia, dove abbiamo perso contro il Napoli (0-2), la
nostra unica sconfitta della stagione. Quindi sì, abbiamo superato le nostre
previsioni più ottimistiche. A me quello che interessava, dal momento in cui ci
siamo trovati in testa alla classifica, era lottare per lo scudetto, e
disturbare il più possibile il Milan, che era il campione in carica e che aveva
una squadra molto più forte della nostra. Erano i favoriti, c’erano
Ibrahimovic, Thiago Silva, Gattuso, Nesta, Robinho, l’obiettivo era stare tra i
primi tre. Poi nell’ultima fase della stagione eravamo proprio dietro.
In quel momento, l’obiettivo è diventato quello di vincere il campionato. Non
avevamo molto margine sul Milan, eravamo super motivati e quindi siamo riusciti
a non perdere. È raro, in Italia c’è stato solo il Milan che lo ha fatto
prima di noi, con Fabio Capello, nel 1991-1992».
Parla del Psg. «Penso che abbia davvero
meritato la qualificazione contro il Liverpool in tutte e due
le partite. Hanno giocato molto bene all’andata, attaccando, hanno perso
occasioni importanti. Per il ritorno so cosa significa giocare ad Anfield, in
una partita con una posta così alta, e non è per tutti. Il Liverpool è
una squadra formidabile, sono primi in Premier League con un margine enorme.
Bisogna misurare ciò che il Psg è riuscito a fare. Sono una squadra
impressionante. L'allenatore? Non deve essere troppo tranquillo.
L’allenatore è il termometro della squadra, deve sentire ogni calo di tensione,
ogni calo di motivazione, deve essere in grado di trovare il modo di svegliare
tutti e mantenere la concentrazione al massimo. Ma penso che Luis
Enrique non abbia bisogno dei miei consigli, sta facendo un ottimo
lavoro».
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