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MERCOLEDÌ 21 SETTEMBRE 2022 - INTERVISTE

FABIAN: “IL PSG MI HA CHIAMATO, NON POTEVO DIRE DI NO: È STATA UNA BUONA SCELTA ANCHE PER IL NAPOLI”


L’ex centrocampista azzurro ha rilasciato una intervista a El Pais


 
     
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A cura di: Maria Villani
Fonte: Marca

Fabian Ruiz ha rilasciato un’intervista a 'El País', nella quale ha parlato del suo addio al Napoli e del suo approdo al PSG, della condivisione dello spogliatoio con Messi, Mbappé e Neymar, e della sua convocazione in Nazionale in vista del Mondiale di Qatar.

"Arriva un’offerta, tutti l’abbiamo valutata come ottima, non si poteva dire di no ad un club come il Paris Saint Germain, per il progetto che stanno portando avanti, per il club, per la sua storia. Mi restava un solo anno di contratto, e sia il Napoli, che io stesso eravamo interessati al trasferimento,  e credo che questa sia stata una scelta più che buona.

Mi chiamarono i miei agenti per informarmi del loro interesse, poi parlai con Luis Campos, che mi spiegò il progetto, della voglia che avevano di avermi in squadra. Poi parlai anche con Mister Galtier perché mi spiegasse il suo modo di giocare, le idee che aveva. Furono colloqui molto positivi, che mi trasmisero molta fiducia, la voglia di poter stare con loro, di lavorare con loro, ed è stata una delle cose che mi hanno fatto confermare la mia decisione".

Il ruolo al PSG

"A loro piace che quello che ho fatto in tutti questi anni; nel Napoli, per lavoro o per fortuna, le cose mi stavano andando molto bene, come squadra e dal punto di vista personale. Mi hanno chiesto le stesse cose che avevo fatto. L’ordine, essere ordinato in campo. Alla fine sono un giocatore al quale piace correre, stare alto,  stare basso: mi hanno chiesto questo, che potessi arrivare in area, e dopo tornare, aiutare la squadra in difesa. Perché alla fine siamo una squadra molto aggressiva, che ha molta gente avanti, e anche dietro e nel mezzo dobbiamo tenere questa solidarietà per poter ben difendere, per essere compatti. Mi hanno chiesto un poco delle due cose, di aiutare la squadra in difesa e allo stesso tempo di poter arrivare in area".

La condivisione dello spogliatoio con Messi, Mbappé e Neymar

"Quando arrivi impressiona un poco vedere i migliori giocatori insieme, sapere che vai a cambiarti con loro, che andrai a vivere quotidianamente con loro. È  un privilegio. Allo stesso però è normalità. Sono ragazzi normali.

Mi hanno accolto molto bene, tutti e tre sono molto vicini. Per quello ci siamo, per cercare di aiutare al massimo possibile e che loro stiano comodi sul terreno di gioco. 

Mi  danno la libertà di poter salire, di arrivare, incorporarmi. Cercherò di arrivare in area. Se dovrò tirare, lo farò come ho fatto in passato, se devo passar palla, passo. Non è una cosa che devo cambiare per chi gioca, anzi, è il contrario: cercare di apportare quello che io ho perché la squadra possa crescere grazie a ciò". 

Il ruolo nella Roja

"Cerco di migliorare, di dare ogni giorno il mio meglio, cercare di continuare a crescere, di apportare cose nella squadra. In Spagna la concorrenza è molto forte, soprattutto a centrocampo. Ci sono ottimo giocatori. La Seleccion è qualcosa di importante. Cercheremo di continuare a crescere, a migliorare a fare bene le cose. 

Luís Enrique riunisce il gruppo e spiega quello che vuole da ogni giocatore, di ogni posizione, però nulla di concreto su di me. Non ho mai avuto nessuna conversazione di questo tipo".

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