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MARTEDÌ 15 MAGGIO 2018 - INTERVISTE

RINAUDO: “PER LA LOTTA SCUDETTO CI VUOLE MENTALITÀ, GIOCATORI ABITUATI A REGGERE ALLE PRESSIONI”


A Giuntoli i miei complimenti: ha operato benissimo in una realtà delicata che dà anche tante soddisfazioni


 
     
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A cura di: Maria Villani
Fonte: Napolicalcionews

Leandro Rinaudo, ds del Venezia con il quale è stato premiato come migliore direttore sportivo  della B ed ex azzurro è intervenuto a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli:

“Una grande soddisfazione ritirare questo premio, mi dà fiducia per il futuro. Rivoluzione in casa Napoli e Koulibaly via? Credo che bisogna capire ogni società di calcio che obiettivi ha e in base ad essi fare il mercato. Se il Napoli vuol puntare al campionato non si può privare di Koulibaly, se ci sono altri programmi invece allora giusto far cassa col mercato in uscita. Il Napoli è cresciuto esponenzialmente e quindi il club saprà bene che mosse fare se proseguire in tal direzione o cambiare obiettivi. Come conquistare lo scudetto? A parte la gara con la Juve che ho visto allo Stadium ho notato che il Napoli quando si è avvicinato alle partite importanti ha perso qualcosa; fa parte di mentalità con giocatori abituati a tali lotte al vertice, che non sentono pressioni per vincere. Per maturare questo aspetto ci vogliono i giocatori abituati a gestire certe pressioni che a Napoli sono anche accentuate. I Play off con il Venezia? Emozionanti, non è semplice ma abbiamo acquisito consapevolezza dei nostri mezzi , fondamentale non abbassare la guardia, mai sedersi e aver sempre fame. Infatti una partita storta ci è costata cara la settimana scorsa. Stulac? È di assoluta qualità. Avrebbe bisogno di un giusto percorso di crescita, non andare subito in una piazza dove ci sono tante pressioni. Ha le qualità per giocare in A, lo seguono squadre importanti anche in Serie A. Napoli? No, meno importanti. Giuntoli? Per lui parlano i suoi risultati anzi gli faccio i complimenti, Napoli è una piazza delicata ma che dà tante soddisfazioni. Pippo Inzaghi? Col passare del tempo ha acquisito molta consapevolezza, l’esperienza al Milan è stata dolorosa ma fruttuosa e a Venezia è arrivato con molta umiltà, è molto maturato, la crescita è stata reciproca, lui è uno che vive per il suo lavoro, è maniacale nella tattica e negli anni si toglierà grandi soddisfazioni come è stato quando era calciatore”.