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DOMENICA 16 DICEMBRE 2018 - INTERVISTE

REINA: “HIGUAIN TRISTE: GLI DIAMO UNA MANO MA IL PRIMO AD AIUTARSI DEVE ESSERE LUI”


Io leader? Mi piace dire una parola per frenare gli ottimismi


 
     
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A cura di: Maria Villani
Fonte: Pianeta Milan

Pepe Reina, ex portiere azzurro, da pochi mesi in forza al Milan, insieme all’altro ex azzurro Gonzalo Higuain, è stato intervistato da SKY. Nella lunga chiacchierata con il network televisivo il focus è stato soprattutto sull’eliminazione dei rossoneri dall’Europa League e i contraccolpi psicologici, sulla sua importanza all’interno dello spogliatoio, sul ruolo del leader e sul Pipita per il quale ha avuto parole di ‘scossa’.

Sulla psiche del Milan dopo l’eliminazione dall’Europa League:
“È stato un vero colpo per il nostro orgoglio, ma ora bisogna reagire. Lavorare a testa bassa, è da qui che inizia la reazione”.

Sulla mancanza di veleno vista ad Atene:
 “Non abbiamo perso per l’arbitro. Ci sono stati incidenti, cose che non ci stavano. Ma gli errori più grandi li abbiamo commessi noi. Siamo stati una squadra che con due risultati su tre possibili non ha avuto fame e cattiveria per vincere la partita. Alla fine questo lo paghi”.

Sullo spogliatoio rossonero:
“Si perde e si vince tutti insieme. Non abbiamo ancora visto la partita, domani analizziamo dove si può migliorare e come è andata. Dobbiamo guardare dentro di noi e dare il 10% di più di quanto abbiamo dato finora”.

Su Gennaro Gattuso:
“Mi dispiace per tutti. Lui è uno che mette sempre la faccia, è il capitano di questa barca, un uomo di grandissima personalità e questo gli fa onore. Tutti vogliamo reagire per indirizzare una stagione che prima di giovedì non stava andando per niente male. Le aspettative in campionato le stiamo raggiungendo, partiamo da lì: martedì a Bologna andremo con il coltello tra i denti per vincere la striscia di partite prima delle vacanze ed arrivare sereni e contenti alla seconda parte della stagione”.

Sulla Champions League obbligatoria:
“Obbligo è mettere in campo il 100% in ogni partita. Quello è l’unico obbligo che abbiamo. Certo, dobbiamo crescere ancora e migliorare quanto è stato fatto l’anno scorso. Però il mio obbligo è dare il 100% sempre”.

Su Jesús Suso e la sua importanza:
“Suso è un giocatore importantissimo in qualsiasi squadra, non solo nel Milan. Importante per le sue qualità, perché è già un leader di questa squadra, quando non gioca pesa. Ma con tutto il rispetto per quelli che giocano, che devono mettere la faccia. Suso non ci serva da alibi. Giovedì tutti quelli che hanno giocato hanno cercato di fare bene”.

Su Gonzalo Higuaín:
“Triste? Come tutti gli attaccanti, il gol gli dà fiducia. Dobbiamo dargli tutti una mano per farlo crescere, migliorare e farlo sentire meglio in campo. Ma lui è il primo che deve farlo per migliorare se stesso”.

Sui margini di crescita del Milan:
“Sì, ne abbiamo tanti. Siamo un gruppo che sta vivendo un cambiamento nella mentalità. Bisogna essere affamati, cazzuti, andare sul nostro binario e sulla nostra giornata di lavoro per finire lassù. Dobbiamo mettercelo in testa”.

Sull’apporto dei leader in campo:
“Quelli che, come me, hanno più esperienza devono servire da esempio per tutti. Tutti noi, qui dentro Milanello, dal primo usciere all’ultimo giocatore dobbiamo mettere un 10% per raggiungere gli obiettivi”.

Sul mancato arrivo di Zlatan Ibrahimović:
“Io di mercato ne capisco poco. Posso parlare di quelli che sono qui, siamo giocatori ottimi che stanno facendo una buona stagione in campionato, ce la stiamo mettendo tutta per arrivare ai nostri obiettivi. Di mercato ne parla la società”.

Sulla sua importanza dentro e fuori dal campo:
“Sicuramente ci sono dei momenti in cui tutti abbiamo bisogno di una parola. A me piace darla quando si vince, per frenare un po’ l’ottimismo, per cercare di mantenere i piedi per terra. Perché quando si perde sappiamo tutti che si deve reagire, ed è più facile. In quei momenti il mio aiuto serve molto molto meno di quando le cose vanno bene”.