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GIOVEDÌ 4 OTTOBRE 2018 - STAMPA

IL MATTINO - NAPOLI È LA VITTORIA DI ANCELOTTI: CALLEJON ASSISTMAN, ALLAN UNA FURIA


Le pagelle del quotidiano partenopeo


 
     
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A cura di: Myriam Novità
Fonte: ilmattino.it

Primo: non prenderle. E Ancelotti così fa blindando la difesa con tre centrali. Poi, indubbiamente più di Klopp, fa tanto per vincerla questa partita, anche perché il pari di Belgrado impone di battere il Liverpool. Ed è giusto che la vittoria alla fine arrivi. Per intensità, compattezza, voglia e occasioni (un salvataggio sulla linea e una traversa), nel secondo tempo c'è stato in campo solo il Napoli. L'1-0 consente agli azzurri di sognare gli ottavi di Champions. Il Napoli che ha cuore e non si arrende: nel primo tempo è ossessionato dall'idea di dover bloccare il micidiale contropiede dei Reds, ma poi si scioglie quando capisce che i britannici sono in difficoltà anche per un calo fisico. La squadra quando passa al 4-3-3 rimane compatta e aumenta nella sua brillantezza offensiva. Vince la squadra che voleva vincere, al contrario di Klopp che voleva un pari ed è rimasto fulminato.

6,5 OSPINA
Coi piedi è quello che è e infatti ogni volta è un tremore. I difensori si servono con maggiore frequenza di lui perché le verticalità che cerca Ancelotti con il Liverpool non è a ogni costo. Però compie almeno tre uscite provvidenziali e repentine su alcune imbucate degli inglesi. Ed è bravo su Salah quando lo anticipa nettamente

6 MAKSIMOVIC
Con Mané dalle sue parti deve praticamente rintanarsi nella sua metà campo perché basta avanzare di qualche metro per perderlo di vista. Cresce con autorevolezza col passare dei minuti. Laterale destro sulla carta, ma centrale aggiunto quando il Napoli va in avanti. Nella ripresa deve semplicente fare il minimo perché le punte reds sono fantasmi.

6,5 ALBIOL
Non deve farsi inchiodare dagli scatti di Firmino e quindi lo segue anche in maniera rognosa se c'è bisogno. Sempre nel posto giusto al momento giusto, ha una accuratezza nella scelta dei tempi di anticipo che lo fanno somigliare a un bambino. Neppure Mané ha più fortuna quando si accentra per mettergli ansia. 

7,5 KOULIBALY 
Respinge in ogni modo che può, di testa e di piede. È dentro la battaglia fin dal primo secondo del match perché sa bene che basta un secondo per vedere quei tre dannati piombare verso la porta di Ospina: mai lezioso, assai saggio anche quando si tratta di azzardare un possesso e di appoggiare sul compagno poco distanza

7,5 CALLEJON 
Un tergicristallo umano, schermo perfetto a centrocampo, miriade di recuperi e palloni giocati. Lo vedi in attacco e subito dopo lo rivedi in tackle su Robertson. Ancelotti gli dà il compito più delicato, perché con i suoi sforzi garantisce sempre superiorità. Gomez gli nega il gol sulla linea. L'assist per Insigne è un apostrofo rosa tra le parole «fai gol».  

7,5 ALLAN 
È di un'altra categoria e in serate di grazie come quella di ieri diventa mostruoso. Gigantesco nel primo temo quando insegue gli avversari ovunque: là nel mezzo recupera qualsiasi cosa. Un demonio, schioppettante e con spaventose accelerazioni che lasciano di stucco Keita prima e Henderson poi. Cala nella ripresa ma è pur sempre irrefrenabile.

6,5 HAMSIK 
Chiude e riparte con enorme applicazione e non si fa intimidire certo da Wijnaldum che, anzi, mette in difficoltà schermandolo numerose volte. Non vero regista, ma prezioso in ogni fase: pulito e ordinato, fa esattamente quello che uno si aspetta faccia in una partita contro un avversario di questo spessore atletico.

6 FABIAN RUIZ
Si fa portare troppo a spasso da Milner e pure quando ha l'occasione di poter costruire non ha mai il guizzo o la lucidità per un colpo di magia. Però dà solidità e compattezza alla mediana che aveva bisogno dei suoi muscoli per essere più compatta, tant'è Alexander Arnold non si muove dalla difesa. Fa un dribbing di troppo e si divora un gol (57')

6 MARIO RUI 
La catena con Fabian lascia un bel po' a desiderare. Lui diventa un terzino operaio e fa degli errori tecnici anche in fase di appoggio. Fa da pendolo e quando si sposta a rimpolpare la mediana, il centrocampo diventa a cinque. Però se c'è da rappoppiare su Salah, c'è sempre lui. Impreciso nei cross, ma non si ferma mai.

5,5 MILIK 
Si libera di Van dijk, il difensore più costoso al mondo, solo mezza volta. Troppa apatia nel primo tempo dove non ne azzecca una: lento, poco reattivo e con zero personalità: la prima ripartenza viene concessa su un suo appoggio semplice sbagliato. Nella ripresa si sblocca e si scuote ed entra più nel vivo dell'azione offensiva

7 INSIGNE
Diligente e poco più nel primo tempo. Non è facile fare tutto da solo e l'assetto non lo aiuta. D'altronde, un conto sono le difese italiane, un altro il blocco che Klopp gli piazza addosso per ridurri gl spazi e le imbucate. Quando prende velocità non c'è nessuno che riesce a fermarlo. Sotto porta non può sbagliare e non sbaglia. Sesto gol in stagione. Il più importante.

7 VERDI 
Il suo ingresso rende assai più compulsivo il gioco d'attacco degli azzurri. Come in una partita di strategia, si piazza a sinistra come mezz'ala e fa danni in continuazione. Approfitta della stanchezza dei giocatori inglesi, il cui calo deve preoccupare non poco Klopp. È la mossa che schiena il Liverpool e lo mette alle corde

6,5 MERTENS 
Prende una traversa in pieno. Stavolta meglio la formula con quelli più piccoli in mezzo al campo che con Milik che si muove a rilento e diventa un punto di riferimento facilmente annullabile. Infatti quando entrano il belga e l'ex Bologna davvero centrocampo e difensori sembrano avere i capelli drizzati per stargli dietro.

6,5 ZIELINSKI 
La sua freschezza aiuta una mediana che ha speso tanto prima per garantire compatezza e poi in fase di costruzione. Dieci minuti a cento all'ora, proprio come gli ha chiesto di fare Ancelotti. È una delle chiavi di svolta perché il centrocampo inglese ormai boccheggia da diversi minuti e fa fatica a stare dietro agli azzurri.

7 ANCELOTTI
Per limitare la pericolosità offensiva di Mané, Firmino e Salah decide di affidarsi anche alla stazza di Maksimovic, così quando il Napoli ha il possesso restano in tre blindati in difesa. Ora se l'obiettivo era non far ripartire il Liverpool, ci è riuscito perfettamente. E per tutti i novanta minuti. Chiaro che il prezzo da pagare è stato in attacco con un primo tempo non travolgente. Il secondo tempo è uno show con giocate di prima a tutto campo. Cambia la squadra e il suo assetto di continuo e azzecca i cambi nel finale.