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SABATO 12 GENNAIO 2019 - STAMPA

CORI, MALAGÒ: IL NAPOLI NON PUÒ FARSI LE REGOLE DA SOLO. UEFA CONTRO IL MINISTRO SALVINI


Al prossimo Consiglio Federale, si discorrerà delle misure orientate alle norme Uefa e Fifa già esistenti


 
     
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A cura di: Maria Felicia Rosaria Del Pennino
Fonte: napolicalcionews

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Capital, tornando agli scontri prima della sfida tra Inter e Napoli che hanno portato alla morte di Daniele Belardinelli nell’agguato dei tifosi interisti ai napoletani e alla discriminazione contro Koulibaly. Queste le sue affermazioni:

 Nel calcio italiano la violenza non accenna a diminuire

"In una riunione al Viminale con il capo della polizia Manganelli e la ministra Cancellieri, dissi che servivano provvedimenti diversi dal Daspo e della tessera del tifoso, molto più duri". 

Cosa bisogna fare affinché il calcio resti uno sport?

"Imitare il modello degli inglesi. Loro si sono dati delle norme chiare, durissime. Chi sbaglia, paga". 

Salvini ha detto no alle curve chiuse e alla sospensione delle partite

"Lui ha detto che ognuno deve fare il suo mestiere. Io mi occupo di sport. Evidentemente lui pensa che queste siano le cose migliori da fare...".

 Ancelotti ha detto che in casa di cori razzisti lui e il Napoli si fermeranno

"Avrebbe pure ragione, ma le regole non le possono fare loro. Sarebbe la fine se ciò accadesse. Si devono rispettare quelle che già ci sono".

Ma un portavoce della Uefa ha risposto all'Adnkronos in merito alla posizione esposta dal Ministro dell'Interno, Matteo Salvini sul tema razzismo negli stadi e in cui si è proclamato contrario alla sospensione.

"La posizione espressa sul caso di Koulibaly (con il comunicato pubblicato insieme a FIFPro ndr.) riflette il pensiero della nostra organizzazione contro il razzismo e la discriminazione nel calcio". 

In occasione del prossimo Consiglio Federale, si discorrerà delle nuove misure da utilizzare per i cori razzisti e la discriminazione territoriale, le quali saranno orientate alle norme Uefa e Fifa già esistenti e  dovrebbero prevedere una doppia interruzione della partita prima di approdare all'eventualità di provvedimenti più significativi, come la sospensione definitiva, di pertinenza del responsabile dell'ordine pubblico all'interno dello stadio.