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LUNEDÌ 9 OTTOBRE 2017 - INTERVISTE

ADL A PREMIUM: «IL NAPOLI COME UNA GRANDE SERIE TV DI SUCCESSO. INGLESE? HO GIÀ AVVISATO CAMPEDELLI PER GENNAIO»


«Siamo belli e vincenti. Sarri fenomenale»


 
     
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A cura di: Redazione
Fonte: premiumsporthd.it

Aurelio De Laurentiis, a Firenze per il Festival del Calcio, ha parlato a 360° ai microfoni di Premium Sport. Ecco le dichiarazioni del presidente del Napoli.

Napoli al vertice del calcio europeo? E’ stato un percorso molto semplice. Quando io sono arrivato nel calcio non sapevo proprio nulla ma sapevo abbastanza di cinema e applicando nel calcio le stesse regole del cinema piano piano siamo arrivati a questo punto. Essere da 8 anni in Europa è una bellissima sfida vinta, dopo essere passati dalla Serie C per due anni, dalla Serie B per una stagione. Mi dissero che eravamo la centotrentacinquesima squadra migliore d’Europa, oggi siamo alla dodicesima posizione e questa cosa ci piace molto. Abbiamo avuto grande costanza e non abbiamo sbagliato nessun allenatore. Mazzarri, Reja e Benitez non li abbiamo sbagliati e ovviamente anche quel fenomeno di Sarri".

"Un titolo cinematografico per questo Napoli? Non sarebbe un film, questo Napoli sarebbe una grandissima serie tv di successo. Anche perché i tifosi del Napoli nel mondo sono 35 milioni con 120 milioni di simpatizzanti: il Napoli conquista il mondo, sono tutti innamorati di questa squadra".

"Allegri ha detto che è più facile essere belli che vincenti? Ognuno se la canta e se la suona. Noi siamo belli e vinciamo, poi se uno per stare più tranquillo dice così ci sta e noi accettiamo le sue parole".

"La richiesta di giocare alle 18 Roma-Napoli? Se per far venire i tifosi bisognava giocare di giorno, dopo il durissimo incidente che costò la vita a Ciro Esposito, mi immaginavo che fosse meglio anticipare la gara. Ma credo che l’Osservatorio per le manifestazioni sportive abbia avuto un ripensamento dopo la gara con la Lazio e abbia avuto da ridire nei confronti del comportamento dei tifosi del Napoli. Mi dispiace per questo ma ognuno paga le conseguenze dei propri atteggiamenti. Non potranno venire i tifosi del Napoli che vivono in Campania, ma tutti gli altri sì, anzi spero vengano numerosi all’Olimpico".

"Mertens scommessa vinta? Non abbiamo voluto cambiare nessuno e abbiamo aumentato lo stipendio a tutti quanti: questo è stato il nostro grande acquisto. Poi abbiamo preso Ounas e Mario Rui. Ora con l’incidente di Milik vedremo cosa accadrà ma dovrebbe rientrare prima rispetto allo scorso anno. Poi noi abbiamo preso Inglese, perché sentivo nell’aria che qualcosa sarebbe potuto andare storto. E ad agosto dissi a Campedelli che già a gennaio avrei bussato alla sua porta per il giocatore nel caso ne avessi avuto bisogno. E busserò alla porta visto l’incidente di Milik".

"Manca più Higuain a Sarri o viceversa? Penso che Higuain senta più la mancanza di Sarri che viceversa. E’ chiaro che Sarri che è un persona dolce avrà detto Higuain anche perché in Italia nessuno vuole litigare mai con gli altri, io invece ci metto la faccia e voglio litigare con tutti se è necessario. Higuain è comunque un grande giocatore che noi abbiamo rispolverato dopo l’esperienza al Real Madrid. Come successo ad altri grandi giocatori come Cavani, Lavezzi e Quagliarella che ha vissuto questa brutta vicenda che non poteva dire a nessuno, altrimenti l’avremmo tenuto con noi perché era un giocatore sul quale puntavamo molto".

"Sarri non ha mai esternato la volontà di restare a Napoli per tanti anni? Non sono dispiaciuto per questo, perché Sarri è un toscano e io ho fatto molti film in questa regione straordinaria. Sarri è nato a Napoli ma è un toscano puro. Ora però è diventato anche un po’ napoletano ed è diventato più ‘paravento’: gli auguro comunque una felice carriera".

"Il VAR? C’è chi dice che si perde troppo tempo, ma secondo me 90 secondi non sono troppi, anzi servono anche per riordinare le idee. Io vorrei togliere l’intervallo e vorrei fermare la gara per due minuti ogni dieci minuti e farei anche più cambi. Non capisco questa cosa delle liste limitate per la Champions e per il campionato. Io nei primi anni ottenni il cambiamento di portare tutti in panchina perché vedevo i giocatori in tribuna che erano molto tristi".