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LUNEDÌ 8 GENNAIO 2018 - INTERVISTE

SIGNORINI: “NAPOLI, GRAN CALCIO MA ROSA CORTA; PUNTEREI TUTTO SUL CAMPIONATO; HIGUAIN? DIEGO NON L’AVREBBE MAI FATTO…”


Sono nato in Argentina ma ho scelto di essere napoletano


 
     
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A cura di: Maria Villani
Fonte: Napolicalcionews.it

Fernando Signorini, storico preparatore atletico di Diego Maradona è stato ospite negli studi di Radio Goal a Radio Kiss Kiss Napoli:

Che felicità tornare a Napoli! Sono arrivato in Italia 2 giorni fa, Napoli era una tappa obbligata. Non fu un approccio positivo con la città, c’era la  spazzatura per la strada. Intanto il  tassista che ci trasportava disse a José Alberti, se voi riuscite a stare a Napoli per un anno non ve ne vorrete andare più, aveva ragione. Nessuno sceglie il luogo dove nascere, io invece ho deciso di essere napoletano pur essendo nato in Argentina. Napoli è una città speciale per cultura, storia, gente ecc, mi sento a casa, straordinaria!  Diego era riuscito a migliorarsi dopo un gravissimo infortunio a Barcellona con allenamenti differenti cercando di migliorare la caviglia. Gli consigliai di cercare il miglior professionista al mondo, trovò il Prof. Madero. Al Napoli si è allenato con la sagoma, all’inizio la palla non seguiva la traiettoria scelta, poi con l’allenamento e con la costanza e con il tempo i risultati si sono visti! Al suo talento ha dovuto aggiungere sforzo e lavoro di tutti i giorni, guardate la punizione contro la Juve… Scudetto? L’ho detto a Raffaella Juliano, la figlia del grande Carlo: credo che arbitri permettendo, sia l’anno del Napoli. penso che il Napoli di Sarri giochi il miglior calcio anche se la Juve ha la rosa più forte. Magari meglio rinunciare alle Coppe per puntar tutto sul campionato. Arbitri? Diego è sempre stato molto sincero. In Argentina diciamo pesce grande mangia pesce piccolo: i più potenti comandano e il Napoli dovrà giocare anche contro queste cose. Da tempo non sento Diego, non ci sentiamo troppo spesso. Quando mi invitò nel 2010 non ci sentivamo da 14 anni, intanto mi ha chiamato per primo, il nostro rapporto è stato sempre improntato ad amicizia ed onestà. L’amicizia non è come l’amore, non ha bisogno di frequenza, si è sempre amici. Flop Nazionale argentina? Nella Nazionale del Sudafrica avevamo il problema ‘gioventù’: tutti ragazzi privi di esperienza per giocare il Mondiale, lo stesso Diego in Spagna nel 1982 non fece granché. Magari accompagnando meglio Messi in avanti avremmo fatto diversamente. I giocatori argentini giocano tutti troppo lontani, si possono riunire insieme solo per pochi giorni, intanto pur perdendo l’Argentina perde in finale, cioè ci arriva, il che non è poco. Higuain? sono scelte libere, io non l’avrei fatto e neanche Diego eppure le offerte le ha avute ma non è mai andato via. VAR? difficile, ci sono anche interessi politici oltre che economici, se c’è il VAR ma viene interpretato in modo diverso di caso in caso… il problema non è la tecnologia ma gli uomini veri e nel calcio non sono molto numerosi. Il Napoli e la sua preparazione atletica iniziata il 5 luglio? Rispondo a titolo di opinione altrimenti sarei poco rispettoso verso Sarri e il suo staff. Ricordo Rosario Pastore che mi parlava di secondo scudetto e io dissi se il Mister non ferma un po’ i ritmi con questo caldo non so… credo che l’entusiasmo sarà tanto ma l’allenamento è importante, altrettanto importante è il riposo per la freschezza nel rush finale. Ricordiamo che il Napoli ha una rosa ridotta rispetto alla Juve per quello preferirei rinunciare a ogni altra competizione che non sia il campionato. Buenos Aires e Napoli? Noi argentini siamo nipoti degli italiani per buona parte. Direi che solo il Vesuvio e la bellezza del suo panorama è la differenza tra Baires e Napoli. Una ‘Juventus’ anche nel mondo? Non c’è nessun’altra Vecchia Signora che faccia trappole per trarne vantaggio, ci sono altre signore più oneste… seguo il Napoli ogniqualvolta posso, compatibilmente con i miei impegni,  anche quando non era in Serie A… Differenza tra Diego e Messi? Il carattere: Diego aveva quel qualcosa in più: in questo Barcellona con Iniesta, Piquet, Neymar, ecc, cose che Messi pure avrebbe fatto, viceversa non so questo Messi cosa avrebbe fatto nel primo Napoli di Diego nel 1984. Lo stesso Diego dichiarò di aver vinto qualcosa per la prima volta in casa sua a Napoli, anche perché Buenos Aires ha molte squadre, Napoli una sola. Nel 1982 ebbe l’epatite e poi infortunio: a Barcellona fu un guaio enorme, non so se sia stato davvero il più forte della storia ma è magico. La sua storia è diversa da quella di Leo, ha dovuto trascinare lui per certi versi la sua famiglia. Antonio Juliano ha avuto una grande intuizione, un grande sogno, ha fatto lui il primo passo verso Diego, cosa che allora era impensabile. Ricordo il S. Paolo con 50mila persone in un giorno lavorativo, impensabile per me! Ancora sul VAR: non capisco perché l’arbitro non accetti di andare a visionarlo, andrebbe data più forza a chi sta davanti al video. Insigne con Careca e Diego? Il calcio è un gran mistero risolto dai grandi calciatori, i grandi calciatori sono adatti ad ogni epoca. Personalmente mi piaceva molto di più il calcio di un’epoca romantica, un grammo di tessuto cerebrale vale più di molti chili di muscoli, così come disse Valdano. Maradona fregato al Mondiale del ‘94? Diego mi convinse alla fine, voleva giocare quel Mondiale americano per farsi vedere dalle figlie ma io lo avevo sconsigliato per ben 2 volte. In quei giorni aveva deciso di rinunciare alla sua dipendenza soffrendo moltissimo, lottando contro le sue crisi di astinenza e ha fatto di tutto per arrivare nella miglior condizione possibile. Accettò e fu un errore non tanto per come andò a finire e io lo avevo detto, quanto perché fu strumentalizzato per vendere quel Mondiale. Quando sentirono che Diego parlava di Che Guevara nel cuore degli States… Diego fu usato come moneta di scambio”.